Pagina:Saggio di rime.djvu/28

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* xxvii *

O Di Sionne amabili
     Spose, Fanciulli, e Vergini,
     Onor, fregio, e delizia
     4Dell’antico Israel;
Dite ora voi se videsi
     Tra’ figliuoli degli uomini
     Beltà che a questa simile
     8Creder s’avesse mai?
A questa ch’essi mirano
     Nel Nazaren risplendere:
     Di cederle confessano
     12Gli Astri, l’Aurora, e il Sol.
Chi della fronte placida
     La maestade angelica;
     Che di quegli occhi esprimere
     16L’alto splendor ne può?
I crin che lievi scendono
     Scherzanti sovra gli omeri,
     E dell’oro più nitidi,
     20Che grazia a lui non dan?
Già la vermiglia, e candida
     Guancia, e il labbro purpureo
     Abbastanza dimostrano
     24Ch’ivi sol regna amor.
Amor non già quel discolo,
     Che da mondani miseri
     Oltre a ragion si venera
     28Per quel ch’esso non è;


Ma