Pagina:Salgari - Duemila leghe sotto l'America - Vol. II.djvu/21

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i primi abitatori dell’america 19


— Ma avete calcolato, signore, la distanza che corre fra l’America e la China?

— Osserva la carta geografica, Morgan, e vedrai che fra la China e il Giappone vi è uno spazio di mare relativamente breve. Ora, è stato constatato che dal Giappone si può arrivare in America in canotto senza rimanere in mare più di due giorni.

— Permettetemi di dubitare, signore.

— Perchè? Non hai visto quante isole si stendono fra il Giappone e la costa Americana?

Morgan fu vivamente colpito da quella osservazione che trovava giustissima.

— Avete ragione. Fra il Giappone e l’America si stende una vera rete d’isole. Però tremila anni più indietro le barche non dovevano essere tanto perfezionate da affrontare il mare, nè i Chinesi potevano supporre che all’oriente esistesse un continente.

— Io non dico che i Chinesi si sieno diretti verso l’Oriente sapendo che da quella parte esisteva una terra. Possono esservi stati trascinati loro malgrado.

— C’è una corrente che dalla China o dal Giappone si dirige verso l’America?

— Non esito ad affermarlo, Morgan. Le isole Aleutine che stendonsi attraverso il mare di Behring, non hanno alberi, eppure i loro abitanti adoperano del legname nella costruzione dei loro canotti. Chi è che procura a loro questo legname?

— Non lo so.

    piedi, alcune monete chinesi riunite insieme mediante un filo di ferro. Appena toccato ed esposto all’aria il filo di ferro si era sciolto in polvere ma non così era avvenuto delle monete le cui iscrizioni provavano di essere state coniato da oltre tremila anni. L’ingegnere Webher quindi aveva interamente ragione, (E. S.)