Pagina:Salgari - Duemila leghe sotto l'America - Vol. II.djvu/22

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20 capitolo xv.


— Il mare, il quale porta a quelle isole dei tronchi d’albero e specialmente dei laurus camphora. Sai dove cresce il laurus camphora?

— L’ignoro.

— Cresce nella China e nelle provincie meridionali del Giappone. Ciò vuol dire adunque, che una corrente, mettiamo pure debolissima e i venti che regnano in certi tempi dell’anno, spingono verso l’America gli alberi strappati alle sponde Giapponesi o Chinesi.

«Un altro esempio: una nave giapponese, trastullo delle correnti, è stata raccolta da un baleniere di fronte alla California; un’altra, dopo molto tempo, venne spinta verso le isole Sandwik; una terza poi, andò ad arenarsi sulle coste dell’Oregon. Non c’è da meravigliarsi adunque, se tremila anni or sono delle zattere o delle barche montate da Chinesi, vennero spinte verso l’America. Ti sembra?

— Sono ora convinto signore, che i Chinesi siano stati i primi a sbarcare in America. Ma credete voi, che i loro compatrioti venissero informati della grande scoperta?

— Certamente e te ne dò un esempio chiarissimo, indiscutibile. Degli antichi documenti, recentemente rimessi alla luce, affermano che nel quinto secolo dell’êra nostra, dei missionari buddisti chinesi intrapresero diversi viaggi verso la terra del Fusang, ossia dell’aloe. Questa regione, a detto degli scienziati, corrisponde alla parte del litorale americano compreso fra la foce della Columbia e quella del Rio del Gila. Se non avessero saputo che all’oriente c’era questa Fusang, non si sarebbero certamente messi in mare.

— È giusto, disse Morgan.