Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/120

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del capitano. Per tranquillizzare i suoi uomini e persuaderli che si era trattato d’uno scherzo, fece visitare, senza nulla trovare, tutta la stiva, il quadrato di poppa e quello di prora. Ciò nondimeno per molto tempo ancora l’apparizione misteriosa formò il tema principale di tutte le conversazioni.

Il 12 marzo il vento, fino allora favorevole, cambiò e il cielo si coperse di nuvoloni. La Garonna fu costretta ad avanzarsi correndo bordate, però raggiunti verso sera i pericolosi paraggi dello stretto di Torres, irti di scogliere e di banchi, cercò un rifugio nel golfo di Carpentaria, ancorandosi presso una profonda insenatura.

La notte era così oscura che non ci si vedeva a cinquanta passi di distanza. Gli uomini di guardia si erano raccolti a prora per vegliare sulle ancore, essendo il mare alquanto agitato.

Bonga, stato pure scelto per la guardia notturna, si era seduto sulla murata di babordo, guardando sbadatamente il cielo coperto di nubi. Verso la una dopo la mezzanotte, quando l’oscurità era diventata più intensa abbassando gli occhi verso il mare, credette di scorgere un rapido bagliore brillare in mezzo alle tenebre, a meno di ottocento passi dalla prora del barck.

Fu lì lì per avvisare gli uomini di guardia, ma un improvviso pensiero lo trattenne.

– Chi sa, – mormorò egli, – forse quella nave è un vascello da guerra. Ah! Se si potesse avvertirlo che questa nave è montata dai pirati!... Come fare?

Fissò ancora per alcuni istanti quel lumicino che ora spariva, ed ora riappariva.

Ad un tratto si alzò, attraversò il ponte, scese silenziosamente nella sala d’armi e cercò una bandiera nera.

– Ecco chi ti tradirà – mormorò, risalendo in coperta col vessillo dei pirati.

– Se la nave che si è ancorata presso di noi è una fregata od un incrociatore, vedendola, non esiterà a dare addosso alla Garonna.

Poi in silenzio, per non farsi notare dai compagni, salì fino alla coffa dell’albero di mezzana, sdrucciolò giù sino al picco della randa, e appese la bandiera all’estremità del corno, dopo d’aver strappata quella inglese. Ciò fatto ridiscese colle stesse precauzioni e andò a sdraiarsi sul cassero, fingendo di sonnecchiare.

Verso le quattro del mattino, cioè appena terminata la sua guardia, Bonga scese nella cabina di Banes e lo svegliò, dicendogli di seguirlo nella sala d’armi. Il brasiliano lo seguì in silenzio e giunto colà gli chiese:

– Che cosa desideri?

– Vi sono delle novità. Un vascello, che credo sia da guerra, si è ancorato poco dopo la mezzanotte, presso di noi.