Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/208

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levare a loro la voglia di ritentare l'assalto, poi la baleniera con un'ultima spinta si arenò alla base della rupe.

Sao-King aveva preso fra le braccia Ioao impotente ormai a tenersi in piedi e scendeva con precauzione il promontorio.

Il quartier-mastro ed alcuni marinai gli mossero incontro per aiutarlo.

– Signore, – disse il cinese in lingua inglese, – abbiate i ringraziamenti del signor Ioao de Ferreira e anche i miei pel vostro pronto soccorso.

– Chi siete voi e da dove venite? – chiese il quartier-mastro, stupito.

– Lo diremo al vostro comandante a cui dobbiamo fare delle urgenti rivelazioni – rispose Ioao, il quale ricominciava a riaversi.

– Voi siete un bianco! – esclamò il marinaio.

– Un peruviano, signore.

– Un naufrago?

– Sì, ma volontario – rispose Ioao, con un sorriso.

– Venite signore; il comandante sarà ben lieto di vedervi e di ricevervi a bordo della Groninga.



30.

IL MARE DEL CORALLO


La Groninga era una splendida fregata olandese appartenente al dipartimento marittimo di Batavia, destinata a purgare i mari della Malesia e della Papuasia dai pirati, ancora numerosi in quell'epoca e non del tutto scomparsi anche oggidì.

Obbligata a lunghe e pericolose crociere, il governo neerlandese l'aveva poderosamente armata con ventiquattro pezzi e due grossi cannoni da caccia ed equipaggiata con trecento uomini scelti, fra cui cento fucilieri, eccellente truppa da sbarco, che aveva già fatte le sue prove sulle selvagge coste del Borneo e della Nuova Guinea.

Ne aveva affidato il comando al capitano Wan Praat, uno dei più reputati uomini di mare della flotta, un uomo di forme erculee, dotato d'energia e d'un sangue freddo ammirabile, incanutito fra il fumo delle artiglierie.

Ioao e Sao-King, appena giunti a bordo, erano stati ricevuti dal comandante, il quale li aveva subito condotti nella sua cabina, ansioso di conoscere le loro importanti comunicazioni.

Ioao che se non conosceva una parola d'olandese, parlava invece assai correntemente l'inglese, lingua famigliare al capitano, si era affrettato a narrare le lunghe vicende dell'Alcione, dal momento in cui aveva lasciata la Cina fino agli ultimi e drammatici avvenimenti.

Il signor Wan Praat lo aveva ascoltato in silenzio, senza per-