Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/90

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Verso oriente gli astri diventavano sbiaditi e pel cielo si diffondeva una luce rosea la quale diventava rapidamente rossiccia.

Già si sa che sotto i tropici e sotto l'Equatore non vi sono per così dire, né albe, né crepuscoli.

Il sole s'alza rapidissimo e del pari velocemente tramonta. Le spiagge di Vavau e di Pagai-Modu si delineavano con rapidità incredibile, mentre le tenebre sfumavano vertiginosamente.

I due peruviani, l'argentino e Sao-King, curvi sulle murate, coi fucili in mano, guardavano attentamente la riva di Pagai-Modu che non distava più di quattrocento metri.

Era una costa molto boscosa, frastagliata da piccoli seni e difesa da rocce corallifere irte di punte aguzze.

Splendidi alberi s'incurvavano graziosamente sulla baia, mostrando le loro lunghe foglie piumate che la brezza mattutina agitava lievemente con un sussurrìo armonioso.

Vi erano cocchi, noci moscate selvatiche, fichi altissimi, banani dalle foglie immense d'un verde brillante, mori papiriferi e mazzi enormi di bambù alti quindici e più metri, sormontati da un caos di foglie lunghe e sottili.

Pappagalli d'ogni specie, loris rossi, kacatoe candidissime col ciuffo giallo dorato, terenguloni col dorso color smeraldo la coda rossiccia ed il ventre giallastro a riflessi dorati, epimachi reali neri, turchini, verdi e rossi, volavano via a stormi, volteggiando sulla cima delle piante.

Nessuna capanna invece si vedeva apparire su quella costa e nessun canotto solcava le acque tranquille della baia.

Anche i misteriosi nemici, che durante la notte avevano arenata la nave, pareva che fossero scomparsi.

– Non si vede nessuno! – esclamò l'argentino, al colmo dello stupore. – Che cosa significa ciò?

– Che siano invece nascosti sotto quelle piante e che ci spiino? – chiese Ioao.

– Lo sospetto – rispose Cyrillo. – Vedi nulla tu, Sao-King, che hai gli occhi migliori dei nostri?

– No – rispose il cinese. – Nemmeno sulle coste di Vavau non scorgo, né capanne né piroghe.

– È strano! – esclamò l'argentino. – Tuttavia non fidiamoci di questa calma più apparente forse che reale.

– E occupiamoci per ora della nostra nave – disse Cyrillo. – Se potessimo rimetterla a galla sarei ben lieto di andarmene.

– La marea comincia a scendere – disse l'argentino. – Temo che pel momento non si potrà far nulla.

Dopo di aver dato un altro sguardo alle spiagge di Vavau e di Pagai-Modu, si recarono a prora per accertarsi della situazione della nave.

Proprio dinanzi allo sperone si estendeva un banco corallifero lungo un centinaio di metri e largo una ventina, coperto in gran