Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/96

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– Io tremo per te – gli disse. – Non vorrei vederti a partire.

– Sao-King è valoroso, Cyrillo – rispose il giovane. – D'altronde rimanendo qui non riusciremo mai a rimettere in acqua l'Alcione. Corri forse più pericolo tu che noi.

– Abbiamo i due cannoni, Ioao.

– Forse quei cattivi uomini bianchi hanno fatto dei sinistri progetti sull'Alcione.

– Veglieremo.

Si strinsero la mano un'ultima volta, poi il giovane, salutato l'argentino, varcò la murata lasciandosi scivolare lungo la fune.

Il cinese lo aveva già preceduto portando due moschetti, due scuri, munizioni abbondanti e parecchie cianfrusaglie da regalare a Tafua.

Il capo della piroga aveva fatto un cenno ai suoi uomini ed i remi si erano tuffati.

Cyrillo e l'argentino, dall'alto del cassero, seguivano cogli sguardi i loro compagni, già lontani. Entrambi erano in preda ad una viva commozione.

Sao-King e Ioao invece parevano tranquilli e fidenti nel buon esito della loro missione.

Si erano seduti a prora, tenendo i moschetti fra le ginocchia, pronti a servirsene al primo indizio di pericolo.

I tonghesi, curvi sui banchi, arrancavano con vigore, facendo scivolare rapidamente la piroga.

Usciti dal canale, si erano accostati alla spiaggia di Pagai-Modu, tenendosi ad una trentina di metri dalle prime punte corallifere.

L'acqua era tranquilla, essendo protetta da una doppia fila di scogliere madreporiche e d'una limpidezza tale da poter distinguere nettamente il fondo della baia.

Miriadi di pesci dai colori brillanti, fuggivano dinanzi alla veloce piroga, descrivendo fulminei zig-zag, e celandosi fra i crepacci delle madrepore, mentre più sotto dei grossi polpi allungavano le loro braccia irte di ventose.

Sulla fina sabbia del fondo si vedevano apparire truppe di chaetodintidae di forme strane e dalle tinte smaglianti, rosse, verdi gialle e nere; dai buchi delle madrepore si vedevano sorgere splendidi anellidi delle branchie penniformi simili a nastri azzurri, verdi, aranciati, mentre a fior d'acqua vagavano meduse a campana, e grosse pysaglia in forma di vesciche color dei zaffiri e le code strascicanti.

La piroga, girata una punta che si spingeva molto innanzi sull'oceano, si era accostata vieppiù a terra, sfilando dinanzi ai superbi boschi composti quasi esclusivamente di alberi del pane e di banani formanti macchie immense.

Il capo si era alzato e guardava con particolare attenzione sotto quei boschi, come se avesse cercato di scoprire qualche cosa di sospetto.

– Che cosa cerchi? – chiese Sao-King, che era diventato un po' sospettoso.

– So che su questi luoghi vagano le bande di Hapai –