Pagina:Salgari - Il treno volante.djvu/26

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
20 emilio salgari

prima un viaggiatore inglese aveva lasciato Zanzibar con una scorta di quindici uomini per recarsi ad esplorare le rive occidentali del lago Tanganika.

«Chiarito questo punto importante, pensai seriamente di venire in possesso di quelle ricchezze favolose. Mio primo pensiero era stato quello di organizzare una carovana, e di spingermi fino al lago; ma le notizie pervenute che Mirambo si era messo in guerra e che tutti i distretti ad oriente del Tanganika erano in fiamme, me ne dissuasero e rinunciai a tale progetto per non correre incontro ad una certa morte.

«Fu allora che mi rivolsi all’amico Matteo, il quale mi suggerì l’idea di mandare qualcuno in Europa ad acquistare un pallone e tentare di giungere nel Kassongo con questo mezzo.

— L’unico che ci rimaneva — disse il greco. — I venti alisei soffiano in questa stagione costantemente da levante a ponente, quindi l’impresa mi pareva facile.

«Fu allora che pensai a te, Ottone, sapendo che tu eri diventato uno dei più celebri aeronauti dell’Europa.

— Ed hai fatto bene — disse il tedesco.

— Avete accettato di associarvi all’impresa? — chiese l’arabo.

— Sì — rispose Ottone.

— Io sono ricchissimo e anticiperò le spese della spedizione.

— Magnifica offerta che noi accetteremo, perchè le nostre tasche sono quasi vuote — disse il greco. — Il pallone ed il viaggio hanno esaurite le nostre risorse.

— Si tratta però di far presto — disse l’arabo. — Vi ho detto che il segreto è stato venduto ad Altarik.

— Narraci come ciò è accaduto — disse il greco.

— Prima che io pensassi di rivolgermi a te, avevo parlato della cosa ad alcuni miei servi, per sapere se mi avrebbero accompagnato nel Kassongo, promettendo loro che avrebbero partecipato agli utili della spedizione. Pare che qualcuno di essi abbia propalato in Zanzibar la storia del prezioso documento, perchè un giorno vidi venire da me Altarik per farmi la proposta di associarsi nell’impresa.