Pagina:Salgari - La Sovrana del Campo d'Oro.djvu/10

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da due negri che portavano una enorme ruota di filo di ferro, quasi piena di biglietti arrotolati.

— Il notaio!... Il notaio!... — gridarono da tutte le parti.

L’omiciattolo si levò il cappello a cilindro, salutando dignitosamente il pubblico, poi disse:

— Sì, signori, io sono il notaio John Davis, incaricato di sorvegliare l’estrazione perchè tutte le formalità si svolgano regolarmente. Rappresento la legge e spero che nessuno dubiterà di me.

— Urrah per John Davis! — urlarono i giovani.

Il notaio con un gesto della mano reclamò un po’ di silenzio, poi riprese:

— Devo ripetervi le condizioni alle quali miss Annie Clayfert si è messa all’asta, quantunque esse figurino sui biglietti della lotteria messi in vendita.

— Le conosciamo, — risposero cento voci.

— Lo so, ma questa è una formalità necessaria, — disse il notaio. — Mi si ascolti dunque.

Dall’atto notarile, di cui io sono depositario, risulta:

1° Che miss Annie Clayfert apparterrà, chiunque possa essere, bianco, negro o giallo, giovane o vecchio, al possessore del biglietto che avrà il numero vincitore.

2° Che miss Annie Clayfert, diverrà sua sposa legittima sei mesi dopo l’estrazione.

3° Che durante questo tempo ella avrà piena libertà di recarsi in qualsiasi Stato dell’Unione Americana, accordando al futuro marito diritto di seguirla per controllare i suoi atti.

4° Che il ricavato della lotteria spetta esclusivamente a miss Annie Clayfert, la quale potrà disporne nel modo che crederà, senza che il futuro marito possa avere su quella somma alcuna pretesa.

5° Che nel caso che il vincitore della lotteria credesse di rifiutare il premio vivente e preferisse metterlo all’asta, non potrà ricevere più di ventimila dollari. Il di più che si potrà ricavare spetterà esclusivamente a miss Annie Clayfert.

Ed ora, signori, — concluse il notaio — ho finito.

— Fuori miss Annie!... — gridarono centinaia di voci. — Vogliamo vederla!...

Una tenda di damasco, che mascherava una porta, fu nel medesimo tempo sollevata e la Sovrana del Campo d’Oro, calma e sorridente, s’avanzò fino a metà del palco, strappando agli spettatori un urlo d’ammirazione.

Miss Annie era realmente d’una bellezza eccezionale. Era di statura alta, slanciata, squisitamente modellata, con una vitina da vespa, vestiva elegantemente da amazzone, in seta azzurra trapunta in argento, con pizzi di gran valore sul dinanzi del corsetto.