Pagina:Salgari - La Sovrana del Campo d'Oro.djvu/12

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tura piuttosto alta, con baffetti bruni, occhi nerissimi tagliati a mandorla, colla carnagione un po’ abbronzata.

Era vestito con estrema eleganza, con una gardenia all’occhiello della giacca ed aveva le mani inguantate.

Anche miss Annie aveva volti gli occhi verso quel giovane ed un rapido trasalimento l’aveva fatta sussultare.

— Lui, — mormorò, mentre le ritornavano prontamente i suoi rosei colori.

Lo sconosciuto però, ad un tratto, fu veduto vacillare e appoggiarsi contro la parete che gli stava presso, mentre diventava pallido come un cencio lavato.

Nel medesimo tempo, in fondo alla sala, si vedevano le linee degli spettatori aprirsi dinanzi ad un uomo che teneva in alto un biglietto della lotteria e che gridava con voce strozzata:

— Largo!... Largo!... L’861!...

Era anche quello un giovanotto, quasi della medesima età dell’altro, forse un po’ più giovane, allampanato, smunto, coi lineamenti angolosi, i capelli d’un biondo slavato e gli occhi d’un colore indefinibile, fra il grigio e la tinta dell’acciaio.

In quanto all’eleganza non faceva certo una bella figura. Aveva una giacca scolorita per lungo uso, calzoni troppo larghi per le sue gambe magre e troppo corti, un solino che un tempo poteva essere stato bianco, ma che pel momento non lo era più, e un cravattone di seta rossa sgualcita.

— Largo al vincitore!... — gridavano gli spettatori delle ultime file.

— E’ lui che ha vinto? — si chiedevano da tutte le parti, guardando biecamente il fortunato. Chi bestemmiava e chi rideva, altri guardavano con disprezzo quel giovanotto, che faceva una così meschina figura dinanzi alla raggiante bellezza della fanciulla.

— Povera miss Annie!... — dicevano alcuni. — Non poteva toccarle un marito più brutto.

— Costringiamolo a metterla all’asta!... — gridavano altri — Non possiamo permettere che cada in quelle mani!...

Il giovane pareva che non udisse quelle voci minacciose.

Fendette la folla e s’appressò al palco, mostrando il biglietto e gridando senza posa:

— L’861!...

Il notaio si abbassò verso di lui, prese il biglietto, lo guardò attentamente, poi disse:

— Questo signore ha vinto: miss Annie Clayfert appartiene a lui.

La fanciulla non aveva fatto alcun moto, nè aveva pronunziata una sola parola, pareva pietrificata.