Pagina:Salgari - La Sovrana del Campo d'Oro.djvu/47

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accorse per la prima volta che le terre californiane nascondevano immense quantità d’oro.

— In quale modo? Coltivando il terreno?

— No, per puro caso, — disse l’ingegnere. — Suther aveva chiesto al nostro governo una grande concessione agricola, e siccome la California in quel tempo era quasi spopolata, l’aveva ottenuta senza alcuna difficoltà.

— Sapeva che il terreno concessogli conteneva dell’oro? — chiese Annie.

— Niente affatto, rispose Harris. — Come dissi, fu il caso che fece conoscere le immense ricchezze nascoste nel sottosuolo.

Suther aveva costruito un mulino sul fiume della Forca, quando un giorno esaminando il fondo della cascata d’acqua, vi trovò alcune pepite d’oro. Fece scavare il terreno in quei pressi e scoprì dei filoni auriferi d’un valore inaudito. La voce si propagò con rapidità fulminea e la scoperta, dopo pochi mesi, era conosciuta nel mondo intero.

Gli avventurieri dei due emisferi si precipitarono sulla California. Nessuna epoca fu testimone di tanta ressa e di tanto fanatismo. Fin da principio, si crearono fortune enormi, e quella febbre durò dal 1841 al 1852, chiamando qui milioni di persone. Figuratevi che si estraeva in media tanto oro all’anno per 300 milioni.

— Un vero fiume.

— Che fu però superato, alcuni anni più tardi, da quello che rovesciarono i placers dell’Australia.

— Che se ne possa trovare ancora sotto questi terreni? — chiese Blunt.

— È probabile, — rispose Harris. — Ma non in grande quantità e, come vedete, nessuno va più a cercarlo. La vite ha vinto ormai l’oro, dopo che sono giunti gl’italiani, quegli ammirabili agricoltori che hanno coperta la valle del Sacramento di vigneti, che tutti gli Stati dell’Unione c’invidiano.

— E rendono? — chiese Annie.

— Non dirò quanto i placers, ma certo molti milioni all’anno, anzi centinaia. Vi sono annate in cui i nostri vigneti producono tanto vino da mettere in serio imbarazzo gli agricoltori, che non sanno dove metterlo. Ora però vantiamo la più colossale botte del mondo, e per quanto vino si produca, là dentro ci starà tutto.

— Che botte sarà? — chiese Blunt.

— Quella di Asti. Non l’avete mai veduta?

— No, signor Harris. Credevo che la botte più colossale fosse sempre quella dì Heidelberg, che gode una fama mondiale.

— No, perchè quella germanica non contiene che 220.000 litri, e poi è stata detronizzata da quella di Londra che ne contiene 490.000.

— E la nostra? — chiese Annie.