Pagina:Salgari - La capitana del Yucatan.djvu/17

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Per la patria 15

l’ammiraglio Sampson è potente e numerosa, però confido nella vostra audacia e nella rapidità del vostro yacht.

— Nessuno è riuscito a forzare il blocco?...

— Sì, pare che due navi nostre siano riuscite a sfuggire alla crociera e che ieri sera siano entrate, ponendosi in tempo sotto la protezione della batteria di Santa Clara ed ancorandosi nella baia di Tallapiedra.

— Ciò indica che gli americani non vegliano come dovrebbero — disse la marchesa. — Tanto meglio per noi, è vero Cordoba?

— Sì, mia capitana — rispose l’uomo di mare.

— Avete altre buone nuove da darmi, signor segretario?

— No, marchesa, le ultime non sono liete.

— Volete dire?... — chiese la signora del Castillo, aggrottando la fronte.

— Che una nave americana è stata veduta al largo, poco prima del tramonto.

— Si sa chi sia?

— Il console sospetta che possa essere il Terror.

— Un buon monitor armato di due pezzi da dodici e di dieci mitragliatrici — disse la signora del Castillo, come parlando fra sé. — Oh!... Lo conosco!... È tutto qui?...

— No, pare che al largo vi sia anche qualche cannoniera, non si sa se la Newport o la Dalton.

— Saremmo stati traditi? — si chiese la marchesa, mentre un vivido lampo le balenava negli sguardi e la sua bella fronte si rannuvolava.

— E da chi? — disse Cordoba. — Il carico è stato imbarcato di notte e con tutta segretezza.

— I consolati americani avranno avuto l’ordine di vegliare attentamente, e forse la presenza e le manovre del vostro yacht non sono sfuggite agli occhi degli agenti di Merida.

— Ebbene!... — disse la marchesa, con accento energico. — Veglino pure, noi usciremo ugualmente in mare e metteremo la prora su Cuba: è vero Cordoba?...

— Sì, signora — rispose il basco. — I nostri cuori sono solidi e non hanno mai tremato.

— Il mio Yucatan corre più veloce d’un uccello marino e lo monteranno uomini votati alla morte, pronti a tutto e decisi a tutto, anche a saltare in aria al grido di «Viva la vecchia Spagna!» — continuò la signora del Castillo, mentre un vivo rossore le coloriva le gote e di sotto le lunghe palpebre le scintillavano gli occhi d’un santo entusiasmo. — Ah!... I yankee vogliono Cuba!... Si vedrà se col blocco riusciranno ad affamare i valorosi, che difendono il territorio d’oltremare della nostra povera patria.

Fuoco e mitraglia correranno da un capo all’altro delle Grandi Antille e tutti pugneremo col furore della disperazione per cac-