Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/48

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48 Capitolo IV.

altro garzone aveva recato una zuppiera colma d’un liquido di colore poco incoraggiante e che pure esalava un profumo appetitoso.

Era la chulipa, l’intingolo peruviano per eccellenza, una vera olla podrida che fa il paio col puchero dei cileni, composto di rane, di cipolle, di carote, di tuberi d’ogni specie, nuotanti in un brodaccio oscuro che gli europei non assaggiano senza diffidenza; ed un piatto colmo di faminero, che sono certi funghi estremamente coriacei che nè forchette nè coltelli possono intaccare e che tuttavia sono assai apprezzati dai peruviani e dai cileni, quantunque mettano a dura prova la solidità dei loro denti.

Il baleniere e José si erano messi a divorare con un appetito da veri marinai, inaffiando la zuppa ed i funghi con ciotole colme di chicha.

Parevano tuttavia ambedue assai preoccupati, specialmente il primo, la cui fronte sempre più si oscurava.

— Che stia per giungere il signor Lopez? — chiese José, quand’ebbe finito di mangiare. — Sono impaziente di vedere quale effetto produrrà su di lui la lettura del documento.

— Sarà un colpo di fulmine per lui, — rispose Pardoe con un sospiro.

— Mi hanno detto che è un uomo energico.

— Un vecchio che vale noi due insieme.

— Che venga anche lui, se riusciamo ad organizzare la spedizione di soccorso?

— Come supporre che il signor Lopez, che è stato uno di più infaticabili esploratori delle terre magellaniche, rimanga a casa sua mentre gli altri vanno ad affrontare la morte sulle coste selvagge della Terra del Fuoco? È vecchio, questo è vero, ma ha ancora il sangue caldo nelle vene e del coraggio da vendere.