Pagina:Sarpi - Lettere, vol.1, Barbèra, 1863.djvu/142

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82 lettere di fra paolo sarpi.

infallibile per tutte le difficoltà che voi potrete incontrare nel corso de’ vostri studi. Voi dovrete consigliarvi coi Gesuiti, per risolvere poi in tutte le cose direttamente all’opposto di quanto essi vi diranno.

Il parlamento, per quanto voi dite, sta come una diga che gl’impedisce d’inondare; ma io m’accorgo che l’acqua si accresce e la terra della diga va scemando: ciò che fa molto temere. Noi siamo qui, per verità, liberati dalle loro persone, ma non dalle loro persecuzioni e dalle loro insidie; di maniera tale che io non so ancora se si debbono aspettare mali più grandi dalla loro presenza, che dalla loro assenza. Ho incominciato a credere, per quanto mi manifestano le cose presenti, che essi siano stati richiamati in Francia per preservare quel regno da quei maggiori infortuni che il loro esilio avrebbe cagionati; e forse io non m’inganno. Voi mi stimate troppo, credendomi degno d’entrare tra le mire de’ Gesuiti. Io non sono in rango abbastanza elevato per essere côlto da questo fulmine folgoreggiante, quando pure essi non fossero nel numero di quei curiosi che nulla trascurano anche fra le cose più minute: del che io dubito assai. Comunque sia, ognuno si trova esposto a pericoli, e noi dobbiamo interamente rimetterci nelle mani di Dio, particolarmente allora quando la prudenza umana si trova di niun valore.

Io vi supplico di onorarmi qualche volta con le vostre lettere, senza per questo mettervi in necessità di scrivermi in italiano; imperocchè, sebbene io vi rispondo nel linguaggio mio naturale, mi riesce però indifferente il leggere le vostre lettere in