Pagina:Satire (Orazio).djvu/104

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Che sì ben costumata e sì pudica
Donna venir vorrà, cui tanti proci
Stornar dal dritto calle invan tentaro?
120Tir. Invan, perchè troppo a donar ristretta
Fu quella gioventude, e men vogliosa
Del letto si mostrò che della mensa.
Perciò colei ti fu fedel. Ma s’ella
Fia che gusti una volta un di tai vecchi,
125E teco parta il lucro, opra più lieve
Fia distaccare un can da un’unta pelle.
Ma senti un caso, ch’io già d’anni grave
In Tebe vidi. Una maligna vecchia
Lasciò per testamento (e fu eseguito
130Il suo voler) che su le nude spalle
Dall’erede portar ben unto d’olio
Suo corpo si dovesse al cimitero.
Forse sperava di poter, cred’io,
Morta scappar di mano a chi lei viva
135Nojata avea con troppo lungo assedio.
Or va ben cauto; le tue parti adempi
Con diligenza sì, ma senza eccesso.
Chi non richiesto parla, a cotal gente
Stizzosa incresce, e chi sta muto ancora,
140Come Davo in commedia il capo torci