Pagina:Satire (Orazio).djvu/106

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

108

165Di tosse micidial, tu di tua parte
Gli offri casa o poder, perch’ei sel compri,
E di qualsiasi prezzo a lui ti mostra
Appien contento. Ma a tornar mi sforza
Proserpina tra l’ombre. Addio. Sta sano.


SATIRA VI.


Meta a’ miei voti era di campi un breve
Tratto, ove un orto fosse e un rio perenne
Vicino a casa e un po’ di bosco! I numi
Di più e di meglio diermi. Io gli ringrazio:
5Altro i’ non chieggo a te, figlio di Maja,
Sennonchè di tai doni il dolce frutto
Tu m’assicuri. Se con arti inique
Io gli aver non accrebbi, e se per vizio
E colpa mia non gli verrò scemando.
10Se a nessun mai di quegli stolti preghi
Scendo: ah mio fosse quel canton di terra
Che il poder mi sfigura; ah la fortuna
Scoprisse a me piena d’argento un’urna,
Come a colui che per favor d’Alcide
15Fattosi ricco d’un tesor trovato
Comprò quel campo ch’ei già prima a prezzo