Pagina:Satire (Orazio).djvu/18

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Ben volentieri, e tuttoche privato
Più di te, che re sei, vivrò contento.


SATIRA IV.

Eupoli ed Aristofane e Cratino
E gli altri autor della commedia antica,
Se degno v’era alcun d’esser marcato
Perchè adultero, ladro, empio o sicario,
5O per qualc’altra reitade infame,
Con molta libertà metteanlo in gogna.
Su l’orme di costor Lucilio corre
Nel metro sol diverso, uom fino e arguto;
Nel verseggiar duretto; ecco il suo male.
10Spesso in un’ora ben dugento versi
(E gli parea gran cosa) avria dettati
Poggiato sur un piè. Tra quel suo fango
Menava cose di raccorsi degne,
Loquace, e mal reggente alla fatica
15Del comporre; i’ vo’ dir, del compor bene,
Chè quanto al molto io nol valuto un frullo.
Ecco Crispin col mignolo mi sfida:
Via, se ti piace, prendi il tuo quaderno,
Si fissino le guardie, il luogo e il tempo.