Pagina:Satire (Orazio).djvu/24

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140Che per farmi fuggir qualsiasi vizio
Me ne ponea gli esempli innanzi agli occhi.
Allorchè m’esortava a viver parco,
Frugale e pago de’ paterni acquisti,
Dicea: non vedi, come d’Albio il figlio
145Mal vive, e Barro stenta? Un grande avviso
Per non gettar le sue sostanze al vento.
Per tenermi lontan da’ sozzi amori
E’ mi dicea: non somigliar Settano.
Giacchè lecite nozze acquistar puoi,
150Tu lascia star le donne altrui. Trebonio
Colto in fallo ha perduto il suo buon nome,
Un dotto ti saprà dir le ragioni,
Ond’altro dee seguirsi, altro schifarsi.
A me basta tener l’uso mostrato
155Da’ nostri antichi, e la tua vita e fama,
Finchè tu avrai di reggitor mestiero,
Assicurar. Quando t’avrà l’etade
Invigorito l’animo e le membra,
Allor potrai nuotar senza corteccia.
160Tal co’ suoi detti mi venia formando
Nella tenera età. Se alcuna cosa
M’ordinava di far. Tu n’hai l’esempio,
E mi ponea dinanzi alcun soggetto,