Pagina:Satire (Orazio).djvu/56

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

58

Delle cene d’Ermogene Tigellio?
Il mio comporre approvin Plozio e Vario,
Mecenate, Maron, l’ottimo Ottavio
E Valgio, e Fusco e l’uno e l’altro Visco. 120
E senza orgoglio nominar poss’io
Te ancora, o Pollione, e te, o Messalla,
Col tuo degno german, Bibulo, e Servio,
E il mio candido Furnio oltre molt’altri,
Ch’io non istò a contar, miei dotti amici, 125
Bramo che sieno i miei qualunque scritti
Da costor ben accolti, e se alla speme
L’effetto non è pari, io n’avrò pena.
Voi, Demetrio e Tigellio, ite ne’ crocchi
A miagolar delle scolare vostre. 130
Prendi, garzone, e questa ancor mi copia.