Pagina:Satire (Orazio).djvu/74

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Una doglia di celabro o di fianco
45A’ polmoni passar. Così chi dianzi
Di letargo pativa, or delirante
Fa di sgrugnoni al medicante dono.
Or. Purchè simili don tu non mi faccia,
Sii qual ti piace. Dam. Non ti prenda inganno
50O galantuom. Tu pur sei pazzo e pazzi
Pressochè tutti son, se il vero insegna
Il mio Stertinio, da cui questi appresi
E docile descrissi aurei precetti
Fin da quel giorno che co’ suoi conforti
55Me da Ponte Fabricio appien contento
Ritrasse indietro, e questa nutrir femmi
Filosofica barba. Avend’io tutti
Rovinati gli averi, e me nel fiume
Coverto il capo rovesciar volendo,
60Destro a me sopravvenne, e, ben ti guarda
Da tanta indegnità; t’istiga, ei disse,
Mal concetto rossor, se ti vergogni
Infra cotanti pazzi apparir pazzo.
Veggiamo in prima che cos’è pazzia?
65Se questa è solo in te, nulla soggiungo
Per distornarti dal perir da forte.
Chi da stolido affetto e da ignoranza