Pagina:Satire (Orazio).djvu/8

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

10

Di qua contento, come chi si lieva
Da tavola satollo; e tanto basti.
160Perchè non abbi a dir che di Crispino
Lippo involai gli scrigni, io qui m’arresto.


SATIRA II.


Sgualdrine a truppe, profumier, pitocchi,
Stufajoli, buffon, questa genia
Tutta in pena ed affanno è per la morte
Del musico Tigellio, e ciò perch’esso
5Donava a larga mano. . . Altri per tema
D’esser chiamato sprecator, neppure
A un meschinello amico un pane, un cencio
Darebbe per cacciar la fame e il freddo.
Se chiedi a un altro, ond’è, che i ricchi fondi
10Dilapidando va per far contenta
L’ingrata gola, e denar prende a usura
Per comperar tutti i boccon più ghiotti,
Ei ti risponde che non vuol la taccia
D’uomo spilorcio, e di cuor gretto e vile.
15Ei ne ottien da chi biasmo e da chi lode.
Fusidio ricco di poderi e censi
Paventa di milenso e sciupatore