Pagina:Schiaparelli - Scritti della astronomia antica, 1926.djvu/233

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222 rubra canicula

ha nel Capitolo XIV dei suoi Elementi d’astronomia il seguente passo, che riferiamo sull’edizione datane dal Petavio1 nel suo Uranologion: ὅσοι μέντοι γε τῶν ποιητῶν καὶ φιλοσόφων τὴν δύναμιν τῆς ἐπιστάσεως τῶν καυμάτων τῷ κυνὶ προσάπτουσι, πολὺ τῆς ἀληθείας καὶ τοῦ φυσικοῦ λόγου πεπλανημένοι εἰσίν. ὁ γὰρ ἀστὴρ οὗτος τῆς αὐτῆς οὐσίας κεκοινώνηκε πᾶσι τοῖς ἄστροις. εἴ τε γὰρ πύρινά ἐστιν, εἴ τε αἰθέρια τὰ ἄστρα, τὴν αὐτὴν ἔχει δύναμιν πάντα, καὶ ὀφείλει κατακρατεῖσθαι ὑπὸ τοῦ πλήθους τῶν ἄστρων ἡ ἀπὸ τοῦ κυνὸς ἀποφορά. La versione latina di Edone Ilderico dice: Verumtamen qui ex poetis atque philosophis vim intensionis aestuum Cani adscribunt, hi multum a veritate et naturali doctrina aberraverunt. Haec enim stella candem naturam sortita est cum omnibus stellis. Sive enim ignea sunt, sire aetherea astra, candem omnia habent vim, et debet vinci a multitudine astrorum defluxus a Cane.

Da questo luogo vorrebbe inferire il dott. See, che al tempo di Gemino Sirio fosse rosso, ed a ciò tende col seguente ragiomento: «Egli è evidente che πύρινα si riferisce alle stelle rosse ed αἰθέρια alle stelle bianche. Gemino quindi afferma indirettamente, ma in modo deciso (emphatically), che Sìrio è πύρινος, mentre la moltitudine delle altre stelle sono αἰθέρια. Ma tutte le stelle hanno il medesimo potere; ed egli conclude giustamente che una stella rossa come Sirio non esercita sulla Terra una influenza maggiore che una bianca. Il contrasto fra il colore di Sirio e quello della moltitudine è perfettamente distinto, e poiché le parole qui sopra citate sono di un astronomo di professione, non si può dubitare che elle non siano degne di fede. A mio avviso questo passo basta da sè solo per dare una prova concludente dell’antico rosseggiare di Sirio».

Non credo che molti sottoscriveranno a questo modo d’interpretazione; tuttavia bisogna dire che ha qualche cosa in suo favore. Infatti l’ultima frase di Gemino in cui si dice che l’influsso di Sirio dovrebbe esser soprafatto da quello di tutte le altre stelle, sembra supporre che questi due influssi siano di natura diversa. Ma due linee prima Gemino afferma che Sirio ha una natura comune a tutte le altre stelle. Se la natura è comune, dev’esser anche uguale l’influsso: se Sirio è causa

  1. L’Uranologion del Petavio forma il III volume della sua notissima opera intitolata Doctrina temporum. Ho avuto sott’occhio le due edizioni che se ne fecero a Parigi nel 1630 e a Venezia nel 1736.