Pagina:Schiaparelli - Scritti della astronomia antica, 1926.djvu/256

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astro-meteorologici degli antichi 245

dell’occaso mattutino e vespertino delle stelle siano un indice fisso delle stagioni e delle vicende atmosferiche. E veramente l’effetto delle accennate variazioni non è in pratica sensibile che dopo alquanti secoli, attesa l’incertezza delle osservazioni di quei fenomeni, la quale arriva a parecchi giorni. Causa principale di errore sono qui la diversa acutezza della vista di chi osserva; i vapori dell’atmosfera, non sempre di ugual trasparenza; inoltre la limitazione fisica o topografica dell’orizzonte, la quale è sempre più o meno irregolare, quando non si tratti di grandi pianure o di luoghi aperti verso il mare.


III. Calendario rustico d’Esiodo.


Il già citato poema d’Esiodo Opere e Giorni contiene il più antico calendario rustico che si conosca. Le occupazioni di vario genere, a cui si deve attendere lungo il corso dell’anno vi sono definite per lo più da epoche astronomiche, poste in correlazione col carattere generale delle vicende atmosferiche e con alcuni fenomeni periodici di altra categoria. Tali epoche ho raccolto ed ordinato nel quadro seguente, aggiungendo in corrispondenza d’ogni fenomeno celeste la data, alla quale Esiodo l’avrebbe dovuto registrare se si fosse servito del nostro presente calendario. Questa data è desunta dal calcolo, prendendo come punto di partenza il solstizio d’estate, e il 21 giugno come epoca del medesimo. I tempi del levare e del tramonto mattutino e vespertino sono stati dedotti prendendo per base le posizioni delle stelle convenienti a quell’epoca remota, che ho supposto essere 800 anni prima di Cristo. Fanno eccezione il levare vespertino d’Arturo, e l’occaso vespertino delle Pleiadi, il cui intervallo rispetto ad altre epoche è assegnato dal poeta medesimo.

Dicembre 19. Solstizio d’inverno.
Gennaio.
Corrisponde prossimamente al mese di Lenacon, che segna il colmo dell’inverno; giornate brevi; neve e vento di Tracia.
Febbraio 18.
Levare vespertino d’Arturo 60 giorni dopo il solstizio d'inverno. Arrivan le rondini, e comincia la primavera.