Pagina:Schiaparelli - Scritti della astronomia antica, 1926.djvu/260

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astro-meteorologici degli antichi 249

piogge meteoriche. Per quei primi indagatori tutto quanto si proietta sulla volta apparente del firmamento apparteneva ad un identico gruppo di fatti, e si designava anche con un solo nome, τὰ μετέωρα, le meteore, che è quanto dire le cose sublimi, o sospese in alto. Nessuno aveva ancora insegnato a separare la sede del Sole da quella dell’iride o del parelio, che al Sole sono così manifestamente collegati; nè il luogo della Luna, da quello dell’alone, che la circonda; nè vi era allora ragione di credere, che le stelle cadenti essenzialmente si distinguessero dalle stelle vere. L’atmosfera, con diversi gradi di purezza, dai più si supponeva estesa fino agli ultimi limiti dell’universo, e non priva d’influenza sul corso degli astri stessi. Questo è da tener in mente per interpretare al vero il contenuto dei molti libri sulle meteore (περὶ μετεώρων) attribuiti ad antichi scrittori. Così presso i Greci nacque e crebbe l’Astronomia, strettamente abbracciata con la Meteorologia; una separazione sistematica fra l’una e l’altra dottrina già pare fosse nelle idee di Democrito, ma non si manifesta in modo completo che ai tempi d’Aristotele.

Nulla ora potrebbe esser più interessante ed istruttivo, che il seguire passo passo i primi ed incerti tentativi, che quelle vergini intelligenze nella loro piena potenza ed originalità andarono successivamente facendo per intendere il perchè di tanti fatti grandiosi e straordinari, che il cielo e l’atmosfera offrivano ai loro sguardi. Sventuratamente le informazioni che possediamo su questa parte della storia scientifica sono, e per quantità e per qualità, troppo inferiori ai nostri desideri; e troppo spesso da cenni imperfetti e da indicazioni d’oscuro significato si è costretti ad indovinare i concetti di quei primi eroi del pensiero. Il moto periodico degli astri maggiori, come la parte più semplice del problema, fu il primo oggetto d’indagine. Leggiamo che Talete Milesio (639-546)1 fu il primo ad investigare con qualche cura la lunghezza dell’anno solare; al quale effetto è da credere che gli fossero utili le osservazioni solstiziali fatte, come si narra, dal suo amico e coetaneo Ferecide a quello stesso eliotropio di Syros, che già vedemmo celebre ai tempi d’Omero, e che ancora si cita come esistente parecchi secoli dopo. Anassimandro (610-547) discepolo di Talete,

  1. I numeri così posti fra parentesi indicano anni avanti Cristo, e sono per lo più da interpretarsi come dati approssimativamente.