Pagina:Schiaparelli - Scritti della astronomia antica, 1926.djvu/265

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
254 sui parapegmi o calendari

o ad ogni modo, di correggere nuovamente l’ottaeteride, il cui andamento non poteva a lungo conciliarsi coi periodi della Luna e del Sole simultaneamente. Secondo Arpalo l’anno solare comprendeva prossimamente 365½ giorni. Otto anni gli davano dunque 2924 giorni, i quali si potevano facilmente ordinare in 99 mesi, facendone 53 pieni e 46 cavi. Questa disposizione risponde abbastanza bene al corso della Luna, avendosi 99 lune = 2923½ giorni; ma devia troppo dal corso del Sole secondo cui 8 anni = 2922 giorni. Arpalo lasciò scritti che esistevano ancora ai tempi di Plinio; e questi lo cita fra gli autori di Calendari astrometeorologici da lui consultati.

Quello dell’ottaeteride fu il primo tentativo per arrivare alla determinazione del grande anno, o del periodo che riconduce i medesimi effetti del Sole e della Luna; coll’aiuto del quale, dalle osservazioni di otto anni si supponeva possibile di prevedere con sufficiente sicurezza, giorno più, giorno meno, tali effetti per gli otto anni successivi. Ma presto si presentò il problema di comprendere nel grande anno anche le rivoluzioni dei pianeti, i quali cominciarono ad esser meglio conosciuti in Grecia appunto verso quest’epoca. Tale fu certamente l’idea che ebbe Enopide di Chio, filosofo Pitagorico contemporaneo di Anassagora (450), quando propose il suo grande anno composto di 59 anni solari; del quale tanta gli parve l’importanza, elle ne fece scolpire l’ordine e la divisione sopra una tavola di bronzo, affissa pubblicamente in Olimpia. Questo ò il primo esempio accertato di un parapegma astronomico; cioè di un calendario ciclico affisso in pubblico e proposto por l’uso generale. L’intervallo di 59 anni solari rappresenta molto esattamente il doppio della rivoluzione di Saturno, e abbastanza bene il quintuplo di quella di Giove; quelle di Venere e di Mercurio nel sistema geocentrico sono identiche al periodo annuo del Sole: delle rivoluzioni di Marte nè allora, nò poi ancor per molto tempo si ebbe un’idea esatta, a cagione delle grandi divagazioni che fa questo pianeta. La lunghezza dell’anno solare era assunta da Enopide in giorni 365; questo numero, moltiplicato per 59 dà come durata totale del ciclo giorni 21557 e 730 lunazioni quasi esattamente. Il ciclo di Enopide rappresenta bene il moto della Luna, ma non altrettanto bene quello del Sole, perchè in realtà 59 anni solari non arrivano a 21550 giorni. Era tuttavia un