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258 sui parapegmi o calendari

predicendogli una furiosa pioggia, della quale poche ore prima, nessuno aveva veduto il minimo indizio1.


VI. Metone, Eutemone, Eudosso, Filippo e Callippo.


Nessuno dei sistemi proposti per il grande anno lunisolare ha raggiunto la fama di quello, che oggi ancora sotto la denominazione di Numero Aureo è usato nei calcoli del calendario ecclesiastico. Questo ciclo2 ragguaglia con notabile precisione 19 anni solari con 235 lune, fu inventato in Atene e pubblicato ai tempi di Pericle dal celebre Metone (470-410) figlio di Pausania, nativo di Leuconoe borgo dell’Attica; onde talvolta è detto anche Ateniese. Dall’astronomo Faino, già più sopra nominato, aveva appreso il modo di determinare l’epoca dei solstizi, e si applicò egli stesso ad analoghe osservazioni; dalle quali, comparate con quelle del suo maestro, determinò in giorni 365 la durata dell’anno solare con esattezza notevolmente maggiore che quella dei suoi predecessori, benché l’errore sia ancora di circa mezz’ora in più. Combinandola con quella della rivoluzione sinodica dalla Luna, trovò di poter rappresentare 19 di tali anni con 235 lunazioni, riconducendo

  1. Da Zeller, Die Philosophie der Griechen in ihrer geschichtlichen Entwickelung dargestellt, V. p. 337 (note): Il filosofo Boeto nel suo commentario ad Arato aveva cercato di determinare, di spiegare i pronostici del tempo (Cicero de Divin. I, 8 e II, 21). Così pure Posidonio. I testi di Cicerone sono addotti dallo stesso Zeller, V. p. 557.
    Cic. Div. I, 8:

    — quis igitur elicere causas praesensionum potest? et si video Boethum stoicum esse conatum, qui hactenus aliquid egit, ut earum rationem rerum explicaret, quae in mari caelove fierent. —
    Cic. Div. II, 21:

    — nam et prognosticorum causas persecuti sunt et Boëthus stoicus et Posidonius. —

  2. Il ciclo di Metone è nominato anche da Arato (Arati Solensis Phaenomena etc. curavit I. T. Buhle. Lipsiae, 1793) vv. 752, 753:

    ....τὰ γὰρ συναείδεται ἤδη
    Ἐννεακαὶδεκα κύκλα φαεινοῦ ἡελίοιο

    ....concinunt enim iam
    Novem et decem circuli lucidi Solis.

    Il commentatore dà notizie su Metone, che non dovranno trascurarsi.