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272 sui parapegmi o calendari

ferente delle loro epoche lasciano qualche piccolo influsso alla precessione: su di che veggasi quanto sopra dichiarammo, § II.

Più copioso è un altro parapegma, costrutto dal celebre astronomo Tolomeo verso l’anno 140 o 150 di Cristo. Esso è ordinato secondo il calendario Alessandrino, che è una delle forme del calendario Giuliano. La sua parte astronomica (cioè le epoche del levare e dell’occaso mattutino e vespertino delle stelle) non è il risultato diretto delle antiche osservazioni, come nel parapegma Giuliano; ma deriva intieramente dal calcolo. Tolomeo scelse nel suo Catalogo di stelle le posizioni di 30 stelle principali (15 della prima grandezza e altre 15 più brillanti della seconda); e col calcolo dedusse per ciascuna le quattro epoche del levare e dell’occaso mattutino e vespertino, ripetendo l’operazione per cinque paralleli diversi; cioè per il parallelo

di Siene, che ha il più lungo giorno di ore 18½;
di Alessandria,       »             »             »             » 14;
di Rodi,       »             »             »             » 14½;
dell’Elesponto,       »             »             »             » 15;
del mezzo del Ponto,       »             »             »             » 15½;

Tutte queste epoche o fasi, in numero di 30 X 4 X 5 = 600 egli dispose ai loro luoghi secondo che occorrevano nei vari giorni dell’anno, e accanto ad esse aggiunse le episemasie o pronostici tratti da dodici parapegmi originali diversi (non però in modo da esaurirne completamente il contenuto): dei quali gli autori sono Democrito, Metone, Eutemone, Eudosso, Filippo, Callippo, Conone, Dositeo, Ipparco, Cesare, Metrodoro e gli Egiziani. La disposizione si comprenderò dal seguente estratto, che comprende la prima metà del mese Alessandrino detto Choiak; la quale rispetto al corso del Sole corrispondeva in quel tempo all’intervallo compreso fra il 23 novembre e l’8 dicembre del nostro presente Calendario Gregoriano. Per brevità l’indicazione di ciascuno dei cinque paralleli è stata ristretta al numero delle ore del suo giorno più lungo; così dove è scritto «Ora 14½» si deve intendere «sotto il parallelo dove il giorno più lungo è di ore 14½», cioè sotto il parallelo di Rodi; e così delle altre analoghe designazioni.