Pagina:Schiaparelli - Scritti della astronomia antica, 1926.djvu/322

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312 sulla nuova storia delle matematiche

pilateurs des anciens, ils prirent rarement l’essor au de là des connaissances qu’avaient ceux-ci; et quand ils le firent, ils n’y ajoutèrent que des choses la plupart faciles et élémentaires...». Eredi e depositari di tatto il sapere dei Greci e degli Indiani, appoggiati dalla stima dei dotti e dal favore dei principi, i matematici arabi scrissero un numero quasi infinito di opere, e tuttavia lasciarono agli Occidentali l’onore di far qualche grande passo al di là di quei limiti, a cui si erano fermati Archimede, Diofanto e Brahmagupta. Il loro merito principale fu di aver dato una forma più regolare all’algebra dei Greci, e questo agevolò molto i progressi ulteriori che vi fecero gli Italiani, immediati successori degli Arabi in tale materia.

Colla trattazione delle matematiche presso i cristiani occidentali del Medio Evo dopo Boezio fino al 1200, e coll’esposizione di ciò che si può sapere circa il trasporto e la diffusione in Europa del sistema indiano di numerazione scritta, termina il presente volume. Il secondo esporrà i progressi delle matematiche in Europa da Leonardo Pisano fino all’invenzione del calcolo infinitesimale. L’Autore promette di descrivere nel terzo l’epoca che comincia con Newton e con Leibnitz, e termma colla morte di La Grange; lasciando a futuri scrittori la difficile e per ora non matura impresa di seguire i progressi multiformi fatti nei tanti rami dell’analisi e della geometria durante il secolo XIX.

In questo primo volume si può dire concentrata la maggior parte dell’interesse, che potremmo chiamare etnografico o psicologico, della storia delle matematiche. Ciascun popolo si vede aver concepite in un modo diverso le nozioni fondamentali ed i primi problemi: ognuno ha portato in questi studi un’impronta sua particolare, specialmente notabile presso i Greci e presso gl’Indiani. Questo modo e quest’impronta sono strettamente collegati col genio di ciascuna nazione, e costituiscono un lato importante della sua natura intellettuale. Oggi non abbiamo più matematica italiana, inglese od americana: tutti gli sforzi individuali si raccolgono in una corrente unica, dove è annullato lo speciale carattere di tali studi presso le varie nazioni.

Non faremo all’Autore di questa opera altro elogio, che quello di esprimere il voto che egli possa condurla presto al desiderato compimento. Con speciale desiderio attendiamo da