Pagina:Schiaparelli - Scritti della astronomia antica, 1926.djvu/330

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che ebbe questo compito per le esortazioni di uomini autorevolissimi, egli s’avvide subito che data la qualità e la copia strabocchevole della nuova materia, un semplice rifacimento del libro d’Ideler non avrebbe raggiunto lo scopo: «Non solo il materiale moderno (egli dice) costringe ad aggruppare diversamente le notizie nella trattazione dei singoli sistemi cronologici, ma obbliga anche a cambiare il punto di vista da cui storicamente si considerano le cronologie di diversi popoli; esso richiede, per un contenuto nuovo, una nuova forma».

In questo primo volume, destinato per la maggior parte all’esposizione delle cronologie dell’antico Oriente e dei popoli asiatici, «il materiale d’opera di tanto eccede le notizie dei classici, che di queste appena si può usare qua e là a modo di complemento o di comparazione. I risultati delle nuovissime ricerche sulle antiche nazioni dell’Asia soli stati fecondissimi appunto per la loro cronologia. Di questo materiale archeologico, fondato sui monumenti e sili resti letterari delle antiche civiltà, il giudizio è spesso difficile; prima per la novità della cosa, che varia sempre da in popolo all’altro, in secondo luogo perchè l’incertezza inseparabile da tali ricerche spesso dà luogo a divergenze radicali d’opinione anche fra gli eruditi più competenti. Doppiamente difficile diventa la cosa per l’astronomo che deve elaborare tutti quegli elementi. La cognizione delle lingue dei vari popoli, che si potrebbe credere necessaria, non può neppur essa dare piena sicurezza. Perchè, anche non considerando che il presente volume da sè solo avrebbe richiesto la cognizione di quattordici di tali lingue — cosa che non si può domandare ad alcuno —, non bisogna dimenticare che gli stessi conoscitori di una lingua non sempre sono d’accordo sulla cronologia del popolo corrispondente. Sia accennato, per modo di esempio, alla cronologia degli Arabi ante-islamici, sulla quale non vi hanno che notizie contraddittorie di scrittori troppo recenti, od accenni più o meno vaghi dei poeti arabi più antichi. E si notino, come altro esempio, le contraddizioni anche adesso vigenti fra gli egittologi sulle molte questioni concernenti il calendario egiziano. Lo scrittore

    dergebict der klassischen Altertumswissenschften und den Zeitraum von 900 vor Chr. bis 600 nach Chr. Berlin, 1899, con 15 carte eclittiche, dimostranti le zone di oscurazione delle eclissi totali ed anulari. Queste zone sono date qui secondo il loro corso effettivo, e non nel modo convenzionale usato pel canone di Oppolzer.