Pagina:Schiaparelli - Scritti della astronomia antica, 1926.djvu/347

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338 a proposito di una storia dei sistemi planetari ecc.

e dei corpi celesti, le perturbazioni periodiche e secolari dei pianeti e dei loro satelliti.

Non parlo delle scoperte di Urano, di Nettuno, dei piccoli pianeti, e di tanti satelliti nuovi; le quali hanno dato e daranno materia a calcoli laboriosi ed al perfezionamento degli sviluppi matematici della teoria, ma nulla aggiungeranno ai fatti fondamentali che ne sono la base.

Con Newton lo studio del sistema planetario ha cambiato natura; la storia dei suoi ulteriori svolgimenti richiede altro genere di esposizione. L’autore quindi con buona ragione ha fissato alla scoperta della gravitazione il termine del suo racconto1. Il quale del resto procede dovunque con quella perspicua sobrietà e con quella nobile semplicità che si addice ad un tale argomento. Concludo la mia recensione coll’esprimere il desiderio, che di questo libro, tanto eccellente per la sostanza e per la forma, si faccia presto una traduzione italiana.



  1. La storia della gravitazione universale da Newton in poi si trova esposta da Laplace nei libri XI XVI della sua Meccanica Celeste per l’intervallo che comprende i lavori di Newton e dei suoi successori del secolo XVIII, compresi Lagrange e Laplace. Grant, nella sua History of the Phisycal Astronomy, trattato tutto l’intervallo di quasi 200 anni, che comincia con Newton e si chiude coi lavori di Leverrier.