Pagina:Schiaparelli - Scritti della astronomia antica, 1926.djvu/48

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di eudosso, di callippo e di aristotele 37


Relativamente alla prima di queste due questioni, sembra che le ricerche precedenti non possano lasciare il minimo dubbio. Infatti le testimonianze di Aristotele, di Attalo Rodio e di Simplicio, che qui sopra abbiamo addotto, si accordano perfettamente fra loro. Inoltre, per quanto riguarda Aristotele e Simplicio, pare che non vi possa esser dubbio circa alla loro esattezza e credibilità. Aristotele, come vedremo, si occupò in modo affatto speciale delle sfere omocentriche, ed Eudemo, il quale ha fornito tutte queste notizie a Simplicio, ne parlò distesamente nella sua Storia dell’astronomia. Ambidue erano in relazione con Callippo, il riformatore del sistema; ed il libro di Eudosso περὶ ταχῶν era ancora nelle loro mani. L’interpretazione più naturale e più semplice delle loro relazioni conduce senza alcuna dubbiezza all’ipotesi della nutazione dell’orbe solare. (Questa poi non compare qui come fatto isolato nella storia dell’astronomia; ma si trova adottata e modificata anche presso altri astronomi, di cui Plinio. Teone, Marziano Capella, e il falso Beda ci apportarono lo tradizioni con maggiore o minore esattezza.

Lepsins, prendendo in esame la terza sfera solare d’Eudosso, d’Eudosso, discute anch’egli le testimonianze di Attalo, di Aristotele e di Simplicio, e consacra una serie di sottili ricerche ad investigare se i loro testi, con qualche lata interpretazione, consentano che s’introduca la precessione invece della nutazione così chiaramente indicata. Dopo vari inutili tentativi, egli riconosce, che un indizio di precessione non si può supporre, senza attribuire a quei testi un senso improbabile, o senza contraddire direttamente ai medesimi, o senza supporre che gli espositori della costruzione d’Eudosso non l’abbiano ben capita (pp. 201-204). Ripugna tuttavia al dotto egittologo l’ammettere, che Eudosso abbia potuto attribuire al Sole un movimento affatto immaginario (p. 201), e creare una sfera appositamente per ispiegarlo. Credo che questa ripugnanza gli sarebbe sembrata minore, se noi fare tali ricerche egli avesse tenuto sott’occhio quello che del medesimo movimento immaginario lasciarono scritto Teone, Plinio, Capella ed il falso Beda; i quali provano, che, in un certo tempo e presso una certa scuola di astronomi, la nutazione dell’orbita solare fu riguardata come una parte essenziale della teoria di questo astro.

Un’altra difficoltà ad ammettere la nutazione solare presso Eudosso egli trova nelle critiche, con cui Ipparco accompagna