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l'opera di giovanni schiaparelli 305


VI.


Vasta era la mente dello Schiaparelli, ne io saprei senza temerarietà segnarne con linea sicura i giusti contini. Non solo all’Astronomia, presa nel suo significato più largo, ma ad altri e diversi campi dello scibile seppe egli rivolgere con efficacia di risultati la sua intelligenza sovrana.

Sulla probabilità delle orbite iperboliche, sul principio della media aritmetica, sulle maree prodotte in un pianeta o in un satellite dall’azione del suo corpo centrale, scrisse egli, e in una sua pubblicazione giovanile «Sulla trasformazione geometrica delle figure e in particolare sulla trasformazione iperbolica», studiò egli le proprietà aritmetiche delle trasformazioni geometriche, divinando per tal modo con geniale intuito come si potesse studiare geometricamente la teoria dei numeri.

Nel 1898 diede alle stampe una pubblicazione profonda e originale, la quale rivelò e la potenza del suo ingegno di matematico e le sue vaste e precise cognizioni intorno alle scienze naturali. In questo suo «Studio comparativo fra le forme organiche naturali e le forme geometriche pure» si tenta di indagare per la prima volta se nei semplici, chiari e rigorosi principi, che presiedono alla classificazione delle forme geometriche pure, si può trovare luce per rischiarare l’oscuro e difficile problema della classificazione dei regni organici, e lo studio delle relazioni di carattere che collegano e distinguono ad un tempo le infinite varietà degli esseri viventi. Lo Schiaparelli invocò sulla ricerca fatta il verdetto dei naturalisti, ma questo, che io sappia, peranco non venne, nè v’è a meravigliarsene. Trattasi più che altro di un audace e magnifico tentativo d’uomo di genio; forse esso è prematuro; forse i fatti considerati, per la loro stupefacente complessità, non possono ancora esprimersi con il linguaggio e con le forinole della matematica odierna, ma certo le pagine scritte dallo Schiaparelli, frutto di lunga meditazione, esercitano sul lettore, per la forma stessa, un fascino irresistibile, e pongono come scrittore lo Schiaparelli fra i classici italiani.

Al problema delle variazioni delle latitudini terrestri, che