Pagina:Serao - Dal vero.djvu/254

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

sogni. 251


Questi erano i suoi sogni, i sogni che non gli davano riposo, che accendevano in una fiamma tormentosa ed implacabile il suo spirito: erano i sogni che conturbano ogni anima sensibile che si affaccia alla vita. Chi non ha delirato come lui? Chi non ha spasimato come uomo in croce, nell’inappagato desiderio di gloria?

Ora tutto è mutato. Nulla del passato è rimasto in lui: sono crollati gli edifizii maestosi della sua superbia; una parte della sua vita è morta: ora ha una donna gentile daccanto, ha un bimbo ricciuto sulla cui testolina si appoggia la sua mano di padre felice. Ma è ignoto come si svelse dal core la sua passione, la sua tragedia non si conosce; il ferro infuocato con cui cicatrizzò la sua ferita, il coltello tagliente con cui gettò via una parte di sè stesso, non si sono ritrovati. Certo fu un coraggio spaventoso che molti non hanno; perchè molti trascinano sempre e dappertutto i loro sogni ambiziosi; perchè molti preferiscono tentare e cadere, anzichè cedere; perchè molti muoiono di questo male. E quale è la vera via? Chi il felice? Colui che combatte nel vastissimo campo del mondo, davanti agli occhi della folla, ora sotto l’amarezza dei fischi, ora nelle grandi ed aride consolazioni dell’applauso — o colui che si ristringe, ignorato, ignorante, nella famiglia? Io non lo so; e nessuno, nessuno può dirmelo.