Pagina:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu/154

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150 nella lava


di bellezza: la sinistra, contenta di sè, non guardava neppure la destra.

Il caffè di Mariano Vacca, un grande chiosco di vetri e di legno, a due piani, splendido di lumi, era posto al centro dei gruppi che appartenevano un po’ alla destra, un po’ alla sinistra: in mezzo camminavano gli osservatori, gli indecisi, gli increduli, gli sfaccendati di anima e di corpo.

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Il vecchio Brown se ne stava seduto accanto alla moglie, col soprabito abbottonato ermeticamente, il bavero alzato, il mento appoggiato al pomo del bastone e serbava il silenzio delle serate di malumore, in cui la moglie giovane invano gli rivolgeva delle occhiate supplichevoli, mutamente scongiurandolo a parlare, a sorridere, a mostrarsi socievole. Quella sera, il vecchio malvagio quando aveva inteso che Margherita Falco e il fidanzato, fratello della Brown, andavano alla Villa, aveva detto subito:

— Veniamo anche noi, così non si dirà che chiudo mia moglie in casa. —

E nella sua vanità di vecchio che aveva sposata una giovane, l’aveva obbligata a uscire, ella che si rifiutava, l’aveva obbligata a vestirsi di un abito bianco, tutto ricco di merletti, che la rendeva seducentissima, le aveva egli stesso messo alle orecchie certe boccole di smeraldi e brillanti, le aveva annodato le sciarpe leggiere di un cappellino, che era un amore. Ella lasciava fare, rassegnata quasi, diffidando a ragione di questa soverchia bontà. Difatti, appena furono sul viale grande e le persone si voltavano, in quella penombra, a