Pagina:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu/177

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nella lava 173


e i giovanotti confabulavano vivamente, si cominciava a ballare. Gennaro Mascarpone, primo commesso della casa Maquay Hooker, che negozia in baccalà, dirigeva la sala e gridava da cinque minuti:

Waltzer, en place. —

Le coppie si formavano, prima due o tre, timide; poi sino a sei, sette, ritte, aspettando che tutto fosse all’ordine. Enrichetta Caputo era andata presso il gobbo, Ciccillo De Marco, e sorridendogli, lanciandogli l’occhiata assassina, cercava di convincerlo a suonare quel waltzer, solo quello, pochi giri, tanto per cominciare. E il gobbo maligno, si lasciava far la corte, si lasciava pregare, faceva lo scontento, crollava il capo, diceva di no: Enrichetta dovette promettergli di fare la quadriglia con lui, se no, non avrebbe suonato. Le prime note, stridule, del pianoforte scordato, esilararono le ragazze e i giovanotti che battevano la musica, agitavano il capo, presi dalla loro giovanile passione per la danza.

Waltzer, waltzer! — urlava Gennaro Mascarpone.

Enrichetta cercò con gli occhi Arturo per ballare con lui il waltzer, come era stabilito senza che lui pensasse più a invitarla; tutte le ragazze ballavano il primo ballo con l’innamorato o il fidanzato, era la regola. Emilia Galanti era al posto col suo dottore in chirurgia, Mariannina era appoggiata al braccio del suo tenentino che aveva fatta la domanda in regola, Margherita Falco ballava col fratello di Elvira Brown, Annina Casale con Federico Pietraroia, che le faceva la corte. Ma dov’era, dunque, Arturo Ajello? Certo, an-