Pagina:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu/217

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scuola normale femminile 213


la parabola: si vide alle spalle Carolina Mazza suggerirgliela tutta, leggendola nel libro. Ma fu peggio: quel racconto delle vergini, che aspettano lo sposo colle lampade accese, per entrare con lui nella casa a fargli scorta, eccitava quelle curiosità, eccitava i commenti di quelle ragazze già grandi, alcune venute su dalla strada, che vedevano e sentivano tutto, il bene e il male.

Luisetta Deste, Artemisia Jaquinangelo, Concetta Stefanozzo, la Donnarumma, la Mercanti, la Mazza, il gruppo così detto, delle spregiudicate, ci si divertivano assai alla lezione di religione: esse, le sfacciatelle, preparavano una quantità di domande insidiose per confondere il professore, per non far recitare la lezione. Egli si lasciava prendere, restava un po’ interdetto a quei soggetti scabrosi e si ingarbugliava in una quantità di frasi: la classe intera era presa da un gran solletichìo di risa. Appunto, dopo la lezione di Estrada, era rimasto nella classe un gran soffio profano, una fantasìa di visioni amorose, uno scuotimento dei nervi: alla strana parabola delle vergini, che ha bisogno di un’altissima spiegazione mistica, le ragazze si guardavano fra loro, con certi sorrisi pieni di sottintesi, ed era uno stirarsi di faccie per comprimere il riso, un sollevar di libri all’altezza delle labbra per nascondersi, un curvarsi sul banco, come per cercare un oggetto. Il professore guardava, tutto insospettito, con quel suo viso antipatico, cercava di afferrare qualche cosa in quel mormorio di risate che cresceva. Solo il gruppo delle sante, il gruppo mistico, le due sorelle Santaniello, Annina Casale, la Pessenda, la Scapolatiello, la Borrelli,