Pagina:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu/58

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54 telegrafi dello stato


valori: si assistevano fraternamente, arse dal desiderio di far bene. Alle otto della sera, di quella domenica, le ausiliarie telegrafiche, tutte presenti, senza aver fatto colazione, senza aver pranzato, seguitavano a trasmettere, Hughes, e Morse seguitavano a ricevere, fra un fascio di telegrammi già dati e un fascio da darsi, con gli occhi lustri, le trecce disfatte, la mano nervosa che forte stringeva il tasto, e la voce velata chiedeva, ogni tanto:

— Vi è ingombro, ancora? —

IV.

Dopo un ottobre dolcissimo, con un sole tepido di primavera e una grande fioritura di rose, il primo novembre, giorno dei Santi, un bianco strato di nuvole aveva coperto il cielo e nel pomeriggio era venuto la prima pioggia autunnale, la pioggia che bagna sempre il pietoso pellegrinaggio della gente che va al cimitero, il giorno dei Morti. E per tutta la prima settimana di novembre piovve sempre, con qualche intervallo in cui la pioggia smetteva, come per stanchezza: ma dopo circa mezz’ora le goccioline ricominciavano a cadere, lente, rade, poi s’infittivano, venendo giù, per due o tre ore, con una monotonia di rumore che addormentava. Nell’anticamera della Sezione Femminile, gli ombrelli aperti, lucidi d’acqua, gocciolavano dalle punte delle balene appoggiate