Pagina:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu/86

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82 per monaca


con la voluttà infinita delle anime buone che mai non sanno riposarsi dall’amare e dal beneficare. Ce n’era voluto per convincere le sue amiche, per poterle riunire, massime le incompatibili, quella Maria Gullì-Pausania che nessuno poteva soffrire per le sue arie, quella Elfrida Kapnist, dalle apparenze così strane e così equivoche! E quelle che entravano allora a braccetto, Giovannella Sersale e Felicetta Filomarino, non le poteva mai indurre a venir presto, capitavano all’ultima mezz’ora, distratte, discorrendo sempre a bassa voce fra loro: e il segreto di Giovannella Sersale tutte lo conoscevano, aveva dovuto sposare Francesco Montemiletto, ma costui dopo averla corteggiata per due anni, aveva finito per sposare la sorella maggiore. Candida: e Giovannella non si era mai data pace di questo tradimento, ella portava fieramente questo lutto, non aveva mai voluto sentir parlare di altri fidanzati, non si sarebbe mai maritata. A un tratto, non si sa come, era nata una grande amicizia fra lei e Felicetta Filomarino, stavano sempre insieme, spesso avevano gli occhi rossi, una medesima malinconia le rodeva. Qual era dunque il segreto di Felicetta? Più taciturna, più riservata, ella non lo confidava, se non a Giovannella; e certo nei loro colloqui solitari, esse piangevano insieme la loro gioventù sfiorita. La loro presenza diede un’intonazione anche più seria a quella riunione di fanciulle: ognuna di esse, piegando il capo sul cucito, pensava ai suoi crucci, Tecla Brancaccio alla sua lotta così disuguale contro una rivale preferita costantemente, Giulia Capece alla sua bellezza che trovava tanti ammiratori, ma non un marito con duecento mila lire di rendita, Chiarina Althan