Pagina:Serra - Scritti, Le Monnier, 1938, I.djvu/29

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
xxx coscienza letteraria di renato serra

abbozzo, senza naturalmente la finitezza delle parti:

Se vi cammina dinanzi è un romagnolo schietto. Di statura mezzana ma largo traversato ha (il collo) l’incollatura breve e taurina la testa e il passo (leggermente oscillante) dei nostri agenti di campagna a cui le braccia corte e le gambette assecondano ondeggiando l'impostatura fiera del largo torace. Ma quando si rivolge è un altro; ne gli occhi grigi che si aprono nel suo viso largo e sopratutto la fronte (solcata) e tormentata, mostrando nei solchi profondi il tormento e il travaglio del pensiero, dello spirito, si presente l’anima (sognante e dolorosa). E quando vi parla con la sua frase rotta, con la sua voce senza accento, coi suoi movimenti (bruschi) rapidi e profondi a cui la parola a ogni tratto vien meno e si rompe, quando si vede in quella fronte tormentata e in quegli occhi grigi (passare) l'ombra del pensiero e del sogno trascorrere come l'ombra della nuvola nel cielo allora si sente che è lui, il Pascoli, il poeta.

A parte certe ripetizioni nate dalla fretta dell’annotare (due volte la fronte tormentata), questa è certo una serie di appunti vivi in sè, febbrilmente trascritti; ma s’aggiungono l’uno all’altro in una successione di scoperta, senza ordine nè prospettiva. E nient'altro che il primo getto seguente a quel cercare di poc'anzi dove collocare il ritratto e come motivarlo. Nella pagina definitiva, invece...:

Se vi cammina davanti, tarchiato nella sua statura mezzana, con quella impostatura cosi spiccata del petto, che si dondola un poco assecondando con le spalle e le braccia corte il moto risoluto del passo, col collo taurino e la testa forte sotto il cappello largo e molle, egli è uno dei nostri agenti di campagna, un fattore del più buon ceppo romagnolo. Ma si volta; vi guarda, vi parla. E quando udite frasi rotte, una voce che pare senza accento; movimenti rapidi e profondi a cui la parola a ogni tratto vien meno; quando vedete su quella fronte tormentata, che mostra nei solchi fondi il travaglio e