Pagina:Sextarius Pergami saggio di ricerche metrologiche.djvu/137

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rispetto che un multiplo della sottile, avrà avuto le identiche suddivisioni: è tuttavia probabile, come sembraci anche naturale, che ne’ tempi antichi con essa non si tenesse conto delle più piccole frazioni Noi non abbiamo documenti anteriori al 1263 (Stat. an. 1263, 3 § 24 in Stat. an. 1331, 8 § 35): nel Calmerio del pane riportato nello Statuto di quell’anno non si discende oltre all’ottava parte dell’oncia, ossia 3 denari. A cagion d’esempio vi troviamo: uncie vigintidue et unus quarterius; uncie viginti una et unus quarterius et medius; uncie vigintiunius et medius quarterius: uncie decemocto et quarterii tres et medius cet. per indicare Once 22 1/4, 22 1/4 + 1/8, 21 1/8, 18 3/4 + 1/8. Le non infrequenti inesattezze nel testo di questo Calmerio, più il trovarvi ad ogni passo ricordato che il fornajo, in base al dato conteggio, perde e guadagna tante once di pasta o di pane per ogni Stajo, indicano che nella pratica colla libbra grossa non si usasse spingere il calcolo oltre 1/8 di Oncia ossieno 3 denari. Più esatto e più minuto è il Calmerio stabilito nel 1340 da Pagano da Bizzozzero (Stat. an. 1353, 7 § 45; v. sopra c. I § 5) e che è testualmente riportato in tutti gli Statuti posteriori. In esso si determina il peso della pasta fino ad 1/64 di oncia, od a 9 grani. Così abbiamo: unciarnm novem et quarterii unius et plus tres partes de sexagintaquatuor partibus unius uncie (Stat. an. 1353, a. l. c.) per indicare Once 9 1/4 + 3/64, ovvero Once 9 denari 7 grani 3. Così vi sono pure indicate le divisioni dell’oncia in 1/8, 1/16, 1/32, 1/48, cioè in parti di denari 3, di denari 3 e grani 12, di grani 18, e infine di grani 12. Per contro non ab-