Pagina:Sextarius Pergami saggio di ricerche metrologiche.djvu/59

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terminò l’ultima e definitiva riforma delle misure del vino. Se, come non vi ha luogo a dubitare, la contenenza della Brenta fu in questo tempo mantenuta ferma entro i limiti ad essa assegnati nel secolo undecimo e nel decimoquarto, era naturale che dovesse aumentare il numero di questi Claudi rimpiccioliti, che entravano a formarla. Quindi, mentre prima 46 Bozzole o Claudi formavano il Quartarius, 32 la Mina, 64 il Sextarius, 96 la Brenta , è assai verisimile che ora siasi fatto un ragguaglio approssimativo, il quale, se veniva ad alterare di alcun poco il valore della Brenta legale, nullameno ciò era entro limiti quasi affatto incalcolabili, sicché nella legislazione daziaria, i cui ordinamenti, perché fossero efficaci, non potevano fare astrazione dalla realtà dei fatti, si dovette riconoscere questa misura e in certo modo sancirla, nel medesimo tempo che negli altri Statuti si continuava ad ordinare che il Claudus dovesse contenere Once 22 3/4, come se una diversa misura non fosse già entrata in pieno uso. Il prospetto dei dati forniti dallo Statuto del 1331 e dei dati forniti da quello dei Dazii posti di fronte gli uni agli altri chiarirà in qual modo siasi potuto ottenere un rapporto quasi esatto fra la Brenta fondata sulla Bozzola o Claudus da Once 22 3/4, e quella basata sul Claudus da Once 20 3/4 (179), e in pari tempo mostrerà d’onde abbia preso le mosse la riforma del 1453. Ecco ora il prospetto: