Pagina:Sextarius Pergami saggio di ricerche metrologiche.djvu/61

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misure che ci è rivelata dallo Statuto del 1453 In esso leggiamo: «item ad eternam rei memoriam declaratur, quod Sextarius vini Comunis Pergami est et esse debet Claudorum septuaginta et duarum partium trium partium unius Claudi. Et Mina trigintaquinque et tertii unius. Quartarius decemseptem et medii et medii tercii unius Claudi. Et Brenta centum sex. Et Claudo facto computo de aqua serena fontis Vazeni est et esse debet de ipsa aqua Onciarum vigintiduorum et trium Quartariorum pro quolibet Claudo ad oncias argenti seu cum quibus ponderatur argentum (181).» Colla riforma segnata nello Statuto del 1453 si ritornò il Claudus al suo antico valore di once 22 3/4, ma si mantenne par la Brenta e per le sue suddivisioni il numero di Clandi che già fino dal 1431 era stato verisimilmente stabilito dalla consuetudine per far entrare nelle antiche misure il nuovo Chiodo di once 20 3/4. La Brenta poi venne ad avere aumentata la sua capacità, perché questa fu portata da 96 a 106 Claudi. Ecco ora il prospetto delle misure del vino secondo lo Statuto del 1453:

Brenta 1

Sextarius 1 1/2 1

Mina 3 2 1

Quartarius 6 4 2 1

Claudus 106 70 2/3 35 1/3 17 2/3

Colla riforma del 1453 il Sextarius vini perdette ogni importanza, e perché nuovi abusi non avessero ad introdursi, da quel punto la legislazione volle che ogni Comune del contado avesse una Brenta debita-