Pagina:Sextarius Pergami saggio di ricerche metrologiche.djvu/62

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mente bollata, e in pari tempo si prescrisse che la misura del vino si effettuasse mediante la Brenta, escluso ogni altro vaso (182). D’altra parte si può tener per certo che d’allora le nostre misure del vino non abbiano più subita alcuna alterazione. La Brenta venne a contenere in peso di acqua del Vasine chilogrammi 70,8367: la stessa dalla Commissione creata per l’introduzione del sistema metrico fu trovata contenere di acqua distillata, alle note condizioni di temperatura e di pressione atmosferica, chilogrammi 70,6905 (183). La differenza è quasi incalcolabile, e noi basandoci su quest’ultimo valore, e tenendo presente che il Claudus era la 106ma parte della Brenta del 1453, crediamo di potergli attribuire la capacita di litri 0,66689 e su questo ragguaglio di calcolare nella Tavola IIa, G, H le altre misure date dallo stesso Statuto del 1453. — Quanto a quelle dello Statuto dei Dazii, teniamo per base, come per le misure del secolo undecimo, il peso del vino. È vero che lo Statuto dice soltanto che la Bozzola o Claudus dovea avere il peso di once 20 3/4, senza indicare se di vino o di acqua (184), ma in altri luoghi dello stesso Statuto vi ha: «quod vinum et stalathia (acquavite?) intelligatur esse venditum ad minutum cum fuerit venditum ad Claudum et Claudinum vel alio pondere Claudorum decem (185); « vendent ad Claudum et Claudinum ad minutum vel ad aliud pondus (486);» dal che si scorge quale rapporto si persistesse nella pratica a mantenere fra il peso ed il volume del vino, malgrado gli ordinamenti della legislazione municipale. Ma rispetto alla Brenta stabilita nel 1453, noi crediamo più ragionevole at-