Pagina:Sillabo.djvu/14

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cettuino che dichiarammo essere eccettuate. E ciò concediamo, non ostanti le cose contrarie qualunque siano, ancorchè degne di speciale ed individua menzione e derogazione. E perchè sia tolto ogni dubbio e difficoltà, abbiam disposto che vi si mandi copia delle stesse Lettere.

«Preghiamo, Venerabili Fratelli, dall’intimo del cuore e con tutta l’anima, la misericordia di Dio, perchè egli stesso disse: La mia misericordia non disperderò da loro. Domandiamo e riceveremo; e se vi sarà dimora e tardanza nel ricevere, poichè gravemente peccammo, battiamo, perchè a chi batte verrà aperto, purchè alla porta si batta colle preghiere, coi gemiti e colle lagrime nostre, colle quali bisogna insistere e durare; e se sia unanime la nostra orazione... ciascuno preghi Dio non per sè solamente, ma per tutti i fratelli, siccome il Signore ci insegnò a pregare». E perchè il Signore più facilmente si pieghi alle Nostre e Vostre preghiere e di tutti i fedeli, con ogni fiducia adoperiamo presso di Lui come interceditrice l’Immacolata e Santissima Vergine Maria, Madre di Dio, la quale uccise tutte le eresie nell’universo mondo, e madre amantissima di tutti noi «è tutta soave... e piena di misericordia... a tutti si offre esorabile, a tutti clementissima; e con un certo ampiissimo affetto ha compassione delle necessità di tutti», e come Regina stante alla destra dell’Unigenito Figliuolo suo il Signor Nostro Gesù Cristo in manto d’oro, e circonvestita di varietà, nulla è che da Lui non possa impetrare. Domandiamo ancora l’aiuto del Beatissimo Pietro Principe degli Apostoli e del suo Coapostolo Paolo e di tutti i Santi che fatti già amici di Dio pervennero al celeste regno, e coronati posseggono la palma, e sicuri della loro immortalità sono solleciti della nostra salute.