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Pagina:Sonetti romaneschi II.djvu/171

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Sonetti del 1832 161

LI CARDINALI NOVI.

     Li cardinali crepeno, e ppe’ cquesto,
Come vede affilà ppiù d’un mortorio,
Er Papa chiama l’antri in conciastorio
Pe’ stuccà er bùscio e ffrabbicanne[1] er resto.

     Cusì, ho vvisto ogni sempre, da Pio Sesto
Sino a cquer che cc’è mmo Papa Grigorio,
Sti marignani[2] de Montescitorio
Diventà ppeperoni[3] presto presto.

     Doppo creato er novo cardinale,
In conciastorio indegnamente s’usa
De ruprijje la bbocca;[4] e cquesto è er male:

     Perchè, mmo cc’una e mmo cco’ un’antra scusa,
Nun cascherebbe tutto in un canale,
Cuanno avessi, per dio, la bbocca chiusa.

Roma, 28 novembre 1832.

  1. [Fabbricarne.]
  2. Melanzane: sono così chiamati i prelati a cagione del colore del loro mantello. Più propriamente però diconsi a Roma marignani i prelati del secondo ordine, quelli cioè di mantellone, o mantello talare, i quali, come familiari del Papa, nascono e muoiono con la di lui dignità.
  3. Cardinali, dal color rosso.
  4. Cerimonia importantissima de aperitione oris, prima della quale un Cardinale non ha voce in capitolo. [Indegnamente: degnamente.]Fonte/commento: Sonetti romaneschi/Correzioni e Aggiunte