Pagina:Sonetti romaneschi II.djvu/249

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una persona bendata, che deve trovare chi fa molti la colpì. Gattasceca, vatt’a ccerca chi tt’ha ddato è la frase di uso per indicarle il principio del suo giro.</ref>


Roma, 12 dicembre 1832 - Der medemo



UNA DISGRAZZIA II


 
     Come sò le disgrazzie! Ggiuveddí
In d’un orto viscino a Bbervedé 1
Ciannassimo un tantino a ddivertí
Pepp’er chiavaro, Bennardino e mmé.
              
     Cuanto stassimo alegri! Abbast’a ddí
Che cce bbevessim’un barile in tre:
E vverzo notte, in de l’uscí de llí
Pijjassimo er risorio2 in d’un caffè.
              
     Ma ar tornà a ccasa poi, ner zalí ssú,
Cosa diavolo fussi io nu lo so,
Sbajjai scalino e mme n’agnedi ggiú.
              
     Ste scale nu le vònno illuminà:
E ecchete spiegato, Picchiabbò,
Come sò le disgrazzie a sta scittà.


Roma, 13 dicembre 1832 - Der medemo


  1. Belvedere: uno dei lati del Vaticano, rivolto ad oriente, a cui corrisponde il Museo Pio-Clementino-Chiaramonti.
  2. Rosolio.