Pagina:Sonetti romaneschi II.djvu/327

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LA VIAGGIATORA TRAMONTANA


 
     M’aricconta Raponzolo,1 er lacchè
De l’Incarcato d’Astra,2 che mmó cqui
È vvienuta una Russia3 dar Qui-e-llí, 4
Che vva ggiranno er Monno in zabbijjè. 5
              
     Oggni ggiorno lei pijja otto caffè
Mogano6 vero, e ddiesci er luneddì:
E cquelle notte che nnun pò ddormì,
Tiè ttutti svejji pe ssentì cc’or’è.
              
     Sta matta immezzo ar cèlebbre7 nun vò
Mmarito, pe nnun fasse indomminà, 8
E nnun pò vvede9 l’ommini, nun pò.
              
     E ppe ggode10 la vita in libbertà,
Co li su’ gran quadrini inzino a mmó
Va ffascennose11 un Feto12 pe ccittà.13


Roma, 5 gennaio 1833 - Der medemo

Tutti gli spropositi introdotti in questo sonetto, e vari altri tralasciati, furono da me uditi in breve ora dalla bocca di un buon parlatore romanesco.


  1. Raperonzolo.
  2. Incaricato d’Austria.
  3. Russa.
  4. Chillì.
  5. Déshalbillé.
  6. Moca.
  7. Cerebro.
  8. Dominare.
  9. Vedere.
  10. Godere.
  11. Facendosi.
  12. Feudo.
  13. In senso lato di “paese, contrada„.