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Pagina:Sopra la vita e i Viaggi del beato Odorico da Pordenone dell'ordine de' minori.djvu/19

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con queste parole, benedicendoli li congedò; ed essi si dispersero per tutto il mondo. Non avevano altro viatico, che un povero abito e la confidenza in Dio; entravano egualmente la magione del ricco e il tugurio del povero, salutando entrambi collo stesso saluto: u Sia pace a questa casa! n che era come la parola d’ordine, lasciata loro dal Santo Fondatore[1]. Di qui si comprende il perchè niun altro Ordine religioso, né per numero, né per qualità di viaggiatori, possa gareggiare col Francescano, come dai cenni che ne daremo risulterà chiaramente.

Primo di tutti a darne l’esempio e il primo moto fu San Francesco stesso, che spinto da una carità [2] che non valuta fatiche e pericoli, scorse l’Italia, la Francia, la Spagna, la Palestina, la Siria, l’Egitto [3]. E, mirabile a dire! i Saraceni, il feroce Sultano, allora terrore dell’Europa cristiana, s’inchinarono dinanzi all’umile poverello, le cui soavi maniere ammansivan que’ cuori. E tal favore trovò in mezzo a nemici cosi giurati del nome cristiano, che potè stabilire in Terra Santa quelle Missioni che i suoi figli senza interrompimento continuarono sino al presente. Caro legame, che tenne unito l’Oriente all’Europa, e fu come un centro a cui facean capo i viaggiatori Europei, certi che da’ Minoriti avrebbero trovato alloggio gratuito, e presidio dalle angherie della omai troppo nota prepotenza saracena e turchesca. E quel primo moto si stese all’intero

  1. Questa è la ragione vera per la quale essi ebbero onore e rispetto anche dai barbari e dai selvaggi. Il ch. prof. De Gubernatis, nella sua -Storia dei Viaggiatori Italiani-, osserva «il contrasto del modo con cui furono accolti i nostri italiani, Giovanni Montecorvino, Marco Polo, Giovanni Marignolli nel secolo XIII e XIV in Cina, con quello che usano i Cinesi da qualche secolo in qua nell’accogliere ogni maniera di stranieri. Ma non conviene neppure dimenticare é’ prosegue la diversa maniera che tenevano i nostri primi intrepidi ma cavallereschi viaggiatori e gli odierni forse troppo violenti e cupidi esploratori di terre.
  2. «Ibat cum tanto fervore, ut divinum exequeretur imperium, tamque celeriter percurrebat, ac si facta manu Dei super eum. novam induisset e coelo virtutem.» S. Bonaventura, cap. XII.
  3. Storia universale delle Missioni Francescane del Padre Marcellino da Civezza, vol. I, cap. I; Ravnald, an. 1219.