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Pagina:Spanò Bolani - Note a' ricordi storici di Cesare Morisani, Reggio C., Siclari, 1872.djvu/5

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dico in vario modo, perchè quelle gesta, mentre rialzavano il coraggio di chi voleva unire l’Italia sotto una sola monarchia ed una sola bandiera, agghiacciavano il sangue ai partigiani di Francesco II, ed accasciavano tutti que’ neghittosi che, addormentati all’uggia del governo dispotico, vedevano il finimondo in qualunque mutazione politica che li spostasse dalle loro cucce per richiamarli alla vita. Or lo sgomento degli uni, il vivo ardimento degli altri, la febbrile esaltazione dell’opinione pubblica che sovrastava gigante, l’avvicendarsi delle cose italiane così propizio alle aspirazioni unitarie, tutto ciò doveva addurre per naturale e necessaria conseguenza, che il passaggio di Garibaldi in Calabria, variamente bramato e temuto, non avrebbe ad incontrare alcuna seria e durevole resistenza.

Trapassa a un tratto, e come folgor piomba
     In sul calabro suol, gli abitatori
     Di quella forte region chiamando
     A libertà, mentre a migliaja l’armi
     Cedono i regii; e di Lucania a stormo
     Suonan le ville, i borghi e le cittadi;
     E i generosi popoli dell’Agro
     Salernitano levansi pur essi:
     Sicchè un nuovo terror l’anima invade
     Al figliuol di Fernando, e di Gaeta
     A chiudersi lo spinge entro le mura.

Ed il Morisani, in questo processo di fatti provvidenziali, esplicatisi da Calatafimi a Gaeta con una rapidità inconcepibile, non sa vedere che una seguela di tradimenti e di vergognose capitolazioni, derivati da meditata trama di fellonie e di vigliaccherie, di slealtà e di seduzioni, perpetrate colla forza dell’oro! Ma se per le cause dette di sopra, e non ignote al Morisani, si prevedeva pur troppo che la rivoluzione nazionale, già compiuta in molta parte dell’Italia