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Pagina:Spanò Bolani - Note a' ricordi storici di Cesare Morisani, Reggio C., Siclari, 1872.djvu/6

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superiore e centrale, ed anche in Sicilia, sarebbe divampata di qua dallo Stretto, ed avrebbe avvolto nelle sue fiamme l’Italia meridionale, per fonderla nella grande personalità dell’Unità italiana; se già si prevedeva che tal rivoluzione sarebbe fra breve penetrata nelle Calabrie, per la via di questa Provincia, di cui Reggio è capoluogo; era ben naturale, a me pare, che gli abitanti di questa città avessero a preoccuparsi seriamente degli effetti della bufera che stava per addensarsi su queste contrade, e ben naturale era altresì che ogni onesto cittadino cercasse con ansiosa sollecitudine di risparmiare, o attenuare alla povera Reggio le dure prove e calamità, che trae seco ogni commovimento e conflitto civile.


IV. Nell’accettare io dunque in que’ momenti gravissimi le funzioni d’Intendente della Provincia, con piena balìa di nominare i Sindaci ed i Consiglieri comunali, non ebbi altro intento che quello di adempire ad un sacro dovere di cittadino, al dovere di contribuire quanto più si potesse alla salvezza del paese, così terribilmente esposto ai primi colpi della progrediente rivoluzione, e quindi a disastri sanguinosi, ed a scompigli di ogni fatta. Ed accettandole senza perplessità, dichiarai tosto e senza ambage al Governo che la mia accettazione era diretta a conservare l’ordine pubblico e la sicurezza delle famiglie nell’intera Provincia, sino a che una forza maggiore non mi avrebbe costretto di rientrare nella vita privata, da cui in quel momento non mi rimoveva che un imperioso dovere di cittadino.

Oggi che il sig. Morisani intende di riandare gli eventi del 1860, io, raccolto ne’ miei domestici dolori, non posso rilevare, come avrei desiderato, i molti svarioni storici che infarciscono il suo libro. Però lasciando che altri faccia queste necessarie correzioni nell’interesse della verità, mi restringerò solo a chiarire que’ fatti, ne’ quali io sono stato parte